{"id":456,"date":"2013-06-25T13:27:37","date_gmt":"2013-06-25T11:27:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bottlingtechnology.com\/?p=456"},"modified":"2015-02-27T21:38:26","modified_gmt":"2015-02-27T20:38:26","slug":"quando-nel-metallo-ce-il-bit-il-sole-24-ore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bottlingtechnology.com\/it\/quando-nel-metallo-ce-il-bit-il-sole-24-ore\/","title":{"rendered":"Quando nel metallo c&#8217;\u00e8 il bit &#8211; Il Sole 24 ORE"},"content":{"rendered":"<p>La meccatronica \u00e8 una terra di confine. \u00c8 un fatto industriale prime di essere un mercato. \u00c8 una frontiera si sviluppa prima di essere una filiera. La definizione ortodossa che la limitava all&#8217;automazione di macchine che producono macchine e gestiscono processi sembra essere diventata una gabbia per cultori della materia. \u00abI dati dei raggruppamenti che possiamo far confluire sotto l&#8217;etichetta della meccatronica (in linea generale automazione, macchine per l&#8217;industria e macchine ed apparecchi elettrici ed elettronici) \u2013 spiega il professor Vittorio D&#8217;Amato, Direttore del master in Meccatronica e Management della Liuc Universit\u00e0 Cattaneo \u2013 ci parlano di un export complessivo nazionale che si attesta attorno ai 32 miliardi di euro per il 2013, dato in linea con i risultati degli ultimi due anni. La competitivit\u00e0 dell&#8217;Italia in questo settore, una delle punte del made in Italy, si pu\u00f2 rilevare anche dal fatto che, secondo l&#8217;indice Fortis-Corradini, le Macchine Automatiche della voce 842240 (Macchine ed apparecchi per impacchettare o imballare le merci) si collocano ai primi posti della classifica dei prodotti in cui l&#8217;Italia figura primo esportatore mondiale. Inoltre, secondo l&#8217;Unctad-Wto Index (Graduatoria mondiale della competitivit\u00e0 in 14 Paesi), il settore Non electronic machinery pone l&#8217;Italia al secondo posto\u00bb.<\/p>\n<p>All&#8217;interno di un settore come quello metalmeccanico in recessione dall&#8217;estate del 2011, la meccatronica \u00e8 ancora oggi una piccola eccezione. Animata da giganti come StMicroelectronics e Loccioni ma anche da gruppi di medio-grandi dimensioni che hanno saputo negli anni declinare il sapere &#8220;artigianale&#8221; di chi produce automazione in nuovi mercati (la maggior parte delle aziende di meccatronica esporta all&#8217;estero) e per i nuovi paradigmi tecnologici (internet delle cose, biomedicale e oggetti intelligenti). La meccatronica, da questo punto di vista non \u00e8 pi\u00f9 solo un settore economico ma \u00e8 una disciplina trasversale a molteplici settori. L&#8217;inserimento di maggiori contenuti elettronici all&#8217;interno della meccanica tradizionale cos\u00ec come la progettazione di macchine che automatizzano processi sono diventati elementi di discrimine tra sopravvivenza e decadenza.<\/p>\n<p>I cinque finalisti del Premio italiano meccatronica (Masmec, StMicroelectronics, Loccioni, Pavan e Carpigiani), promosso ogni anno da Industriali Reggio Emilia e dal Club Meccatronica, raccontano bene l&#8217;evoluzione del concetto di meccatronica e le linee di sviluppo.<\/p>\n<p>Masmec, per esempio, da oltre 25 anni lavora nel settore automotive. Negli ultimi tempi per\u00f2 sta trasferendo le competenze in meccatronica al biomedicale. I manager dell&#8217;azienda barese raccontano che al momento quasi tutto il reparto di ricerca e sviluppo \u00e8 impegnato a progettare prototipi per ospedali. In particolare, si stanno specializzando in strumenti per radiologi dedicate alla biopsie e termoablazioni. Per Loccioni il biomedicale rappresenta il 10% del suo giro d&#8217;affari. Ma anche per loro \u00e8 una frontiera. \u00abNegli ospedali la tracciabilit\u00e0 del dato e quindi il software \u00e8 un mercato in forte espansione \u2013 spiega Claudio Loccioni \u2013. Abbiamo messo a punto Apoteca, un sistema robotizzato per preparare farmaci chemioterapici \u2013. \u00c8 un macchinario grande quanto un letto, \u00e8 nato come prototipo nel 2007 e poi prodotto nel 2009\u00bb. Apoteca non \u00e8 solo un braccio elettronico ma un esempio artigianato meccatronico perch\u00e9 mette insieme robotica, sensori, automazione e software.<\/p>\n<p>Da macchine per automatizzare altre macchine a macchine connesse. L&#8217;altro frontiera \u00e8 l&#8217;internet delle cose e quindi la meccatronica come provider di intelligenza negli oggetti connessi a internet. \u00c8 questo uno dei campi di &#8220;gioco&#8221; di StMicrolectronics, leader mondiale nel vero senso del termine nei Mems (Micro Electro-Mechanical Systems) micro-macchine che guidano altre macchine. Al settore dei giochi e della telefonia sta aggiungendo quello dell&#8217;automotive. Ma \u2013 ha spiegato a N\u00f2va24 Benedetto Vigna, il pioniere dei Mems alla St \u2013 esiste un mercato nuovo che si sta sviluppando nelle tecnologie wearable: i sensori che si indossano ma che possono essere inseriti all&#8217;interno delle fabbriche con funzioni di diagnostica. Va detto \u2013 tiene a precisare l&#8217;inventore tra le altre cose del sensore di movimento utilizzato dalla Wii \u2013 che \u00abper ora sono mercati piccoli ma in espansione\u00bb. Anche per St i confini della meccatronica sono incerti.<\/p>\n<p>\u00abNoi siamo oltre\u00bb, sorride Roberto Lazzarini, direttore ricerca e sviluppo del gruppo Carpigiani, produttore di macchine per il gelato. \u00abAnzi, siamo un passo in avanti perch\u00e9 all&#8217;automazione della macchina abbiamo aggiunto elementi di informatica\u00bb. In che senso? \u00abPossiamo controllare da remoto tutte le fasi di produzione del gelato. Con questa tecnologia siamo addirittura arrivati nel circolo polare artico\u00bb. Come dire, siamo riusciti a vendere il gelato agli eschimesi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La meccatronica \u00e8 una terra di confine. \u00c8 un fatto industriale prime di essere un mercato. \u00c8 una frontiera si sviluppa prima di essere una filiera. 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